Adesso parleremo di una micro dinamica per approcciarsi all’induzione ipnotica.
Importante sottolineare che essa è solo un punto di riferimento, in quanto più che una sequenza essa descrive un processo simultaneo, in cui le fasi si intrecciano tra loro più che susseguirsi.
In ogni caso, a scppo didattico, è molto utile questa visione generale.
1. Il primo step consiste nel restringere il focus dell’attenzione verso determinate realtà interiori, nella nostra quotidianità la coscienza è diffusa su una vasta area mentre il nostro obiettivo è esattamente il contrario. Fissare l’attenzione per restringere il focus e proiettarlo verso l’interno.
2. Questa fissazione dell’ attenzione rende la coscienza instabile, un disequilibrio che va a nostro vantaggio in quanto la seconda fase riguarda il depotenziamento degli schemi di coscienza abituali. Quando l’attenzione è fissata risulta molto più semplice, mediante tecniche linguistiche o mimiche, depotenziare gli schemi rigidi di riferimento.
Prima abbiamo detto che i problemi del soggetto derivano dalle limitazioni apprese ed instaurate negli schemi di riferimento cosciente. In questa fase noi vogliamo depotenziarli in modo da ristrutturarli.
3. Depotenziando gli schemi di riferimento cosciente si crea la possibilità di generare nuove strutture e nuove capacità che vengono spontaneamente prodotte proprio per trovare una nuova soluzione a quella intollerabile incertezza che tale depotenziamento provoca.
Quindi, quando abbiamo fissato l’attenzione del soggetto verso determinate realtà interiori, abbiamo reso vulnerabili i normali schemi di riferimento cosciente del soggetto.
Destabilizzando questi schemi di riferimento abbiamo aperto le porte alla possibilità di avviare una ricerca inconscia volta a creare nuove associazioni in grado di rendere gli schemi più stabili e funzionali.
4. Ciò che riemerge spontaneamente per creare queste nuove strutture di riferimento deriva da processi inconsci che sono avvenuti in queste fasi precedenti.
La ricerca e i processi inconsci si sommano per offrire nuove informazioni alla coscienza, informazioni con cui ricreare i propri schemi di riferimento.
Vedremo in seguito quali espedienti linguistici inserire per favorire la ricerca di nuove combinazione e il riemergere di processi mentali naturali che la coscienza può utilizzare per fronteggiare la situazione presente.
Per questo [possiamo dire che la fase 3 e 4 si focalizza sull’attivare, evocare e utilizzare i processi associativi e le capacità mentali in modo che possano essere espresse in determinate direzioni che possono soddisfare e risolvere una limitazione.
Per questo motivo parleremo spesso di utilizzazione della suggestione ipnotica. Noi p[ossiamo solo fare riemergere ciò che è già presente nel soggetto.
La ricerca interiore che rievoca i processi inconsci viene sperimentata quotidinamanete dagli esseri umani, quando vedete un uomo con lo sguardo perso, il suo inconscio è in una fase di ricerca di idee o schemi che ristabiliscano il normale orientamento verso la realtà. Molto probabilmente queste fasi di reiterano spontaneamente nelle nostre giornate, in modo del tutto naturale.
5. Quando abbiamo evocati e utilizzato con successo i processi inconsci, essi rievocano una risposta autonoma. Essa si esprime spontaneamente nel soggetto, senza che la coscienza infierisca in alcun modo. Nella nostra quotidianità possono riemerge idee spontaneamente,
Tutti ne abbiamo avuto esperienza. Il punto essenziale è come utilizzarlo nel migliore dei modi.